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Otranto

Otranto, località balneare del comune di Otranto, provincia di Lecce. Accoglienza e Case vacanze a Otranto.

Otranto, “città dalle molte acque”, città dove anche le maestose mura che la fortificano raccontano storie nascoste di civiltà passate, dove passeggiando tra i monumenti o vagando per il centro storico si possono sentire echi di voci passate che ancora non vogliono abbandonare quel luogo tanto decantato da poeti e scrittori, con un mare incantato che si incurva spumeggiante sugli scogli, rifugio dei gabbiani, con le sue ridenti spiagge che nelle notti d’estate si illuminano di fuochi danzanti al chiarore della luna, meta turistica di viaggiatori e sognatori, che sperano, in fondo, di poter portare a casa con loro un pezzo di quello scenario pittoresco e suggestivo, di quella magia che rende Otranto un tesoro di ricordi e di leggende che incanta e seduce, un ponte tra oriente ed occidente, un ponte tra realtà e sogno.
Anche sulle sue origini Otranto è circondata da misteri e leggende, infatti alcuni vogliono che la sua nascita risalga al tempo di Noè, mentre altri le fanno risalire ad Ercole, che la scelse come dimora dopo aver ucciso il gigante Leuternino, altri ancora le collocano al tempo dei Cretesi che approdati decisero di rimanere stabilmente per l’abbondanza delle acque sorgive, altri infine a Japigio. Comunque qualunque sia stata la sua origine certo è che Otranto, come città e come “Terra” che dalla città prendeva il nome, ha rappresentato per molte civiltà un punto strategico ed importante, anche in considerazione della sua posizione geografica; Otranto infatti è il punto più orientale dell’Italia, crocevia di rotte commerciali e distante circa 70 km dalla costa albanese. Inizialmente facente parte della Magna-Grecia la “Terra d’Otranto” passò ai romani, che diedero privilegi, strade ed opere pubbliche alla città che assumeva sempre più importanza come porto di partenza delle legioni romane e di molti studiosi latini.
Caduta Roma, Costantinopoli cercò di attirarla a sé offrendole ogni sorta di privilegi. Durante il periodo delle invasioni barbariche la città rimase fedele roccaforte dell’Impero Bizantino, resistendo a tutti gli attacchi e primeggiando su tutta la Penisola Salentina che prese il nome di “Terra d’Otranto”. Con l’arrivo di Federico II la città iniziò la ristrutturazione del sistema difensivo, e successivamente anche gli Aragonesi apportarono delle migliorie ai bastioni di Otranto.
Nel 1480 i Turchi (sollecitati dalla Serenissima) guidati da Achmet Geduck Bascià assediò la città e offrì ai cittadini di scegliere tra la libertà abbracciando la fede musulmana o la morte. La ferma e coraggiosa risposta degli otrantini fu unanime: «Se Achmet Bascià vuole Otranto, venga a prenderla con le armi, perché dietro le mura ci sono i petti dei cittadini che la difenderanno!». Dopo giorni di lotta impari, dove gli otrantini si distinsero per coraggio e fierezza i Turchi entrarono nella città, presero 800 uomini e gli rinnovarono la scelta: «O la vita col Corano, o la morte col Vangelo». Neanche uno degli 800 Martiri si sottrasse alla morte.
Ferdinando D’Aragona liberò la città nel 1481; fu in quest’ anno che gli Aragonesi assoldarono Francesco di Giorgio Martini, che affiancato da Ciro Ciri iniziò una vera rivoluzione per quanto riguarda l’architettura militare di Otranto. Con il 1480 si chiude il periodo aureo di Otranto.


 

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